Cassazione: nulle le multe se l' alta velocità è rilevata dal solo occhio dell'agente

Sono nulle le multe inflitte per alta velocita' sulla base di quello che ha visto l'occhio del vigile o di qualsiasi altro agente accertatore. Parola di Cassazione secondo la quale se un vigile puo' legittimamente accorgersi e contestare a ragione l'assenza di fari accesi fuori dal centro abitato o la guida senza cinture, non puo' pero' elevare multe per alta velocita' sulla base della sua "percezione soggettiva" che, in questo caso, e' "inattendibile".

In questo modo la II sezione civile (sentenza 22891) ha respinto il ricorso del Viminale e del ministero della Difesa contro la decisione del giudice di pace di Piombino di annullare una contestazione per eccesso di velocita' nei confronti di un automobilista. La multa era stata inflitta nel luglio del 2004 da un agente dei carabinieri di Piombino che si trovava nell'auto di servizio e aveva pure contestato la guida senza i fari accesi e l'assenza di cinture di sicurezza. Le ultime due valide, aveva detto il giudice di pace, nel settembre 2005, mentre da considerarsi carta straccia la multa per eccesso di velocita'. Inutile il ricorso dei due ministeri in Cassazione volto a riabilitare l'occhio degli agenti accertatori. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e, facendo proprie le motivazioni del giudice di grado precedente, ha ricordato che "il giudice di pace ha chiarito che, dalla stessa descrizione dell'agente, risultavano carenti elementi oggettivi cui ancorare la valutazione operata" sull'eccesso di velocita' "che in definitiva era risultata esclusivamente riferita alla sua percezione soggettiva di per se' inattendibile".