Notifica nulla se il consegnatario non è identificato ( Cass.ord. del 09 marzo 2020, n. 6565)

Gli Ermellini, con l'ord. del 09 marzo 2020, n. 6565, affrontano nuovamente una questione riguardante una cartella di pagamento notificata a persona diversa dal destinatario. I supremi giudici affermano che, in diritto, in tema di notificazione, l’ufficiale giudiziario deve indicare, nella relazione prevista dall’art. 148 c.p.c., la persona alla quale ha consegnato copia dell’atto, identificandola con le sue generalità, nonché il rapporto della stessa con il destinatario della notificazione.

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Accertamento induttivo ed omessa dichiarazione: Agenzia ha obbligo di determinare i costi correlati ai maggiori ricavi ( Ordinanza della Cassazione del 30.06.2020, n. 13119)

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, l'Amministrazione finanziaria, i cui poteri trovano fondamento non già nell'art. 38 (accertamento sintetico) o nell'art. 39 (accertamento induttivo),bensì nell'art. 41 del d.P.R. n. 600 del 1973 (cd. accertamento d'ufficio), può ricorrere a presunzioni cd. supersemplici, anche prive, cioè, dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, che comportano l'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente, ma deve, comunque, determinare, sia pure induttivamente, i costi relativi ai maggiori ricavi accertati, pena la lesione del parametro costituzionale della capacità contributiva.

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Accertamento sintetico: nullo se le spese trovano giustificazione nella capacità del nucleo familiare ( Ord. Cass. del 21.05.2020, n. 9332)

Con un avviso di accertamento l'Agenzia delle Entrate ha contestato ad una contribuente, per l'anno 2005, imponibile non dichiarato calcolato col metodo sintetico di cui all'art. 38, comma 4, D.P.R. 600/'73, per spese sostenute per l'acquisto di un'autovettura, per la detenzione di un'altra vettura, per il pagamento di due premi assicurativi e per il conferimento di capitale in una s.r.l. L'accertamento, impugnato davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Milano, fu da questa annullato essendosi ritenuto provato che quelle spese erano provenienti dalla famiglia della ricorrente.

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Compravendita di immobile e valori OMI: accertamento nullo

Un avviso di liquidazione fondato esclusivamente sulle quotazioni OMI, risultanti dal sito web dell'agenzia delle Entrate è nullo. In effetti, un accertamento fondato solo e soltanto su tali valori, in difetto di ulteriori elementi, non può costituire l'unico presupposto della rettifica del valore degli immobili dichiarato in un atto di compravendita con conseguente ricalcolo delle maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. La Corte di Cassazione, con la sentenza del 01.07.2020, n. 13369, afferma che "le quotazioni OMI, risultanti dal sito web dell'Agenzia delle entrate, non costituiscono una fonte tipica di prova del valore venale in comune commercio del bene oggetto di accertamento, ai fini dell'imposta di registro, ipotecaria e catastale, ma strumento di ausilio ed indirizzo per l'esercizio della potestà di valutazione estimativa, idonee solamente a "condurre ad indicazioni di valori di larga massima" (Cass. n. 25707 del 2015) e che il riferimento alle stime effettuato sulla base dei valori OMI, per aree edificabili del medesimo comune, non è quindi idoneo e sufficiente a rettificare il valore dell'immobile, tenuto conto che il valore dello stesso può variare in funzione di molteplici parametri quali l'ubicazione, la superficie, la collocazione nello strumento urbanistico, nonché lo stato delle opere di urbanizzazione (Cfr. Cass. n. 18651 del 2016 e n. 11439 del 2018)".

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Codice della Strada: autovelox illegittimo e nullità del verbale

Un automobiista riceveva notifica di un verbale di contravvenzione con cui veniva accertata la violazione dell'art. 142, c. 8 del C.D.S. elevato dal Comune di Melpignano (Le). La violazione accertata consisteva nell'aver condotto la propria auto superando il limite massimo di velocità consentita. A seguito di ricorso presentato dall'Avv. Marina Pierri l'automobilista riusciva ad ottenere l'annullamento del verbale di violazione in quanto emesso in violazione dell'art. 201 del Codice della Strada.

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Avviso di addebito nullo se emesso a seguito di accertamento impugnato e non definito

Nel caso esaminato, il ricorrente impugnava tempestivamente l’avviso di accertamento redatto ai fini IRPEF-IRAP-IVA dinanzi la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone e, successivamente, in pendenza di tale ricorso non ancora definito, si vedeva notificare avviso di addebito per somme aggiuntive per maggiori contributi ritenuti dovuti in virtù dell’accertamento già notificatogli dall’Agenzia delle Entrate. Orbene, l'iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali, a seguito di accertamento notificato dall'Agenzia delle Entrate, è nulla se il predetto avviso di accertamento è stato impugnato con ricorso depositato presso la competente commissione tributaria.

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Crediti Contributivi: prescrizione decorre dalla data in cui i contributi dovevano essere versati

La prescrizione dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione Separata è quinquennale e decorre dalla data in cui i singoli contributi andavano versati. I giudici del Tribunale di Roma, con la sentenza n. 9813/2019, pubb. il 07.11.2019, hanno annullato, per decorrenza del termine prescrizionale, un avviso di addebito con cui l'Inps aveva iscritto a ruolo l'importo dei contributi dovuti dal ricorrente alla gestione separata. I giudici di Roma hanno richiamato la sentenza della Corte di Cassazione, sentenza n. 27950/2018 del 31.10.2018 che ha stauito, proprio nell'ambito di una fattispecie analoga alla presente che in tema di contributi cd "a percentuale"il fatto costitutivo dell'obbligazione contributiva è costituito dall'avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determianto reddito ( Cass. 29 maggio 2017, n. 13463).

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