Crediti Contributivi: prescrizione decorre dalla data in cui i contributi dovevano essere versati

La prescrizione dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione Separata è quinquennale e decorre dalla data in cui i singoli contributi andavano versati. I giudici del Tribunale di Roma, con la sentenza n. 9813/2019, pubb. il 07.11.2019, hanno annullato, per decorrenza del termine prescrizionale, un avviso di addebito con cui l'Inps aveva iscritto a ruolo l'importo dei contributi dovuti dal ricorrente alla gestione separata. I giudici di Roma hanno richiamato la sentenza della Corte di Cassazione, sentenza n. 27950/2018 del 31.10.2018 che ha stauito, proprio nell'ambito di una fattispecie analoga alla presente che in tema di contributi cd "a percentuale"il fatto costitutivo dell'obbligazione contributiva è costituito dall'avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determianto reddito ( Cass. 29 maggio 2017, n. 13463).

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Cartella nulla se c'è carenza di potere in capo al firmatario del ruolo (Sentenza del 01/07/2019 n. 142 - Comm. Trib. Prov. Alessandria)

Il ruolo è l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato periodicamente dagli uffici finanziari ai fini della riscossione a mezzo dell’agente della riscossione. Si tratta di un atto interno dell’Ufficio finanziario che non è autonomamente portato a conoscenza del debitore con una specifica notificazione, ma viene comunicato al contribuente con la notifica della cartella di pagamento.

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Avviso di accertamento: l'ufficio non può integrare la motivazione in sede di contenzioso ( Cass. sent. del 02.04.2020, n. 7649)

L'avviso di accertamento, nell'ipotesi di rideterminazione del valore dell'immobile oggetto di compravendita, oltre alle indicazioni degli elementi in base ai quali il valore attribuito ai beni è stato determinato, delle aliquote applicate e del calcolo della maggiore imposta, deve contenere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la rideterminazione della stima.

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Inesistente la notifica pec al titolare di partita iva cessata (Sentenza del 05/02/2020 n. 177 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte)

La notifica a mezzo pec indirizzata ad un contribuente che ha cessato la propria attività professionale, conservando l'indirizzo pec, è inesistente.
Il contribuente, nel caso in esame, alla data della notifica dell'atto esattoriale a mezzo pec non risultava svolgere attività libero professionale ma, al contrario, aveva definitivamente cessato la propria attività di consulente agronomo con conseguente cessazione della propria partita IVA per essere assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di una società avente sede in Francia, Stato in cui egli si è trasferito definitivamente ed in cui risiede.

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Interessi iscritti a ruolo nulli senza la motivazione ( C.T.R. per l'Umbria, sentenza del 18/02/2020 n. 57)

La cartella di pagamento che attenga esclusivamente alla richiesta d'interessi dovuti all'ente accertatore-creditore, deve obbligatoriamente contenere nella sua motivazione le modalità seguite per il calcolo degli interessi avendo la Cassazione (sent.10481/18) più volte affermato il principio che" la cartella debba essere motivata in modo tale da consentire al debitore di verificare la correttezza del calcolo"(cfr. Cass.24933/16,1554/17,861/09). L'importanza della motivazione è ribadita dai giudici della C.T.R. per l'Umbria che, con sentenza del 18/02/2020 n. 57,  avallano la tesi del contribuente rigettando l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate che invece aveva ritenuto corretto il proprio operato. I giudici, al contrario, confermano la sentenza emessa dai giudici di prime cure annullando la cartella notificata al contribuetne in quanto priva di adeguata motivazione.

Accertamento a seguito di accesso: nullo senza il rispetto del contraddittorio preventivo ( Cass. del 17.04.2020, n. 7909 )

Una società contribuente, dopo una verifica fiscale mediante accesso presso la sede della propria attività, riceveva notifica di un avviso di accertamento IRPEG, IRAP, IVA, per l'annualità 2003, con cui Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione costi, indeducibili/indetraibili, per l'acquisto di beni strumentali, che poi non erano stati iscritti in bilancio, tra le immobilizzazioni materiali, sul presupposto che, in mancanza dell'esibizione delle scritture contabili da parte della contribuente, non fosse possibile riscontrare la veridicità dei detti costi e del connesso credito IVA. La società decide di impugnare il predetto avviso con apposito ricorso sostenendo a difesa delle proprie ragioni che in fase amministrativa era stato del tutto pretermesso il contraddittorio tra Amministrazione finanziaria e la società contribuente e che, inoltre, non era stato rispettato il termine dilatorio, previsto dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 7, prima dell'emanazione dell'atto impositivo.

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Cartella notificata al convivente: nulla senza la raccomandata informativa (Sentenza dell' 11/05/2020 n. 8700 - Corte di Cassazione )

La notifica della cartella di pagamento effettuata mediante consegna nelle mani di persona di famiglia (nel caso di specie costituita dal figlio della convivente del legale rappresentante della società) non costituisce consegna in mani proprie del destinatario dell'atto e di conseguenza si rende necessario l'invio di una raccomandata informativa, quale adempimento essenziale della notifica eseguita dai messi comunali o dai messi speciali autorizzati dall'ufficio delle imposte. La mancata prova dell'invio di tale raccomandata informativa comporta nullità della notifica. In tal senso la sentenza dell' 11/05/2020 n. 8700 - Corte di Cassazione-Sezione/Collegio 5.