Interessi iscritti a ruolo nulli senza la motivazione ( C.T.R. per l'Umbria, sentenza del 18/02/2020 n. 57)

La cartella di pagamento che attenga esclusivamente alla richiesta d'interessi dovuti all'ente accertatore-creditore, deve obbligatoriamente contenere nella sua motivazione le modalità seguite per il calcolo degli interessi avendo la Cassazione (sent.10481/18) più volte affermato il principio che" la cartella debba essere motivata in modo tale da consentire al debitore di verificare la correttezza del calcolo"(cfr. Cass.24933/16,1554/17,861/09). L'importanza della motivazione è ribadita dai giudici della C.T.R. per l'Umbria che, con sentenza del 18/02/2020 n. 57,  avallano la tesi del contribuente rigettando l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate che invece aveva ritenuto corretto il proprio operato. I giudici, al contrario, confermano la sentenza emessa dai giudici di prime cure annullando la cartella notificata al contribuetne in quanto priva di adeguata motivazione.

Accertamento a seguito di accesso: nullo senza il rispetto del contraddittorio preventivo ( Cass. del 17.04.2020, n. 7909 )

Una società contribuente, dopo una verifica fiscale mediante accesso presso la sede della propria attività, riceveva notifica di un avviso di accertamento IRPEG, IRAP, IVA, per l'annualità 2003, con cui Agenzia delle Entrate recuperava a tassazione costi, indeducibili/indetraibili, per l'acquisto di beni strumentali, che poi non erano stati iscritti in bilancio, tra le immobilizzazioni materiali, sul presupposto che, in mancanza dell'esibizione delle scritture contabili da parte della contribuente, non fosse possibile riscontrare la veridicità dei detti costi e del connesso credito IVA. La società decide di impugnare il predetto avviso con apposito ricorso sostenendo a difesa delle proprie ragioni che in fase amministrativa era stato del tutto pretermesso il contraddittorio tra Amministrazione finanziaria e la società contribuente e che, inoltre, non era stato rispettato il termine dilatorio, previsto dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 7, prima dell'emanazione dell'atto impositivo.

Leggi tutto...

Cartella notificata al convivente: nulla senza la raccomandata informativa (Sentenza dell' 11/05/2020 n. 8700 - Corte di Cassazione )

La notifica della cartella di pagamento effettuata mediante consegna nelle mani di persona di famiglia (nel caso di specie costituita dal figlio della convivente del legale rappresentante della società) non costituisce consegna in mani proprie del destinatario dell'atto e di conseguenza si rende necessario l'invio di una raccomandata informativa, quale adempimento essenziale della notifica eseguita dai messi comunali o dai messi speciali autorizzati dall'ufficio delle imposte. La mancata prova dell'invio di tale raccomandata informativa comporta nullità della notifica. In tal senso la sentenza dell' 11/05/2020 n. 8700 - Corte di Cassazione-Sezione/Collegio 5.

Decreto Rinascita: come fare per ottenere il contributo a fondo perduto

Nella seduta di mercoledì 13 maggio, il Consiglio dei Ministri n. 45 ha approvato il decreto-legge "Rilancio", prevendendo all’art. 28 un contributo a fondo perduto per i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”.

Il contributo è riconosciuto:

1) ai titolari di partita iva;

2) agli esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo

3) soggetti esercenti attività di reddito agrario, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso.

Leggi tutto...

Disconoscimento del credito d'imposta: cartella nulla senza l'accertamento ( Cass. del 16.03.2020, n. 7300)

Il disconoscimento da parte dell'Amministrazione finanziaria di un credito d'imposta, basata su una valutazione di tipo giuridico da parte dell'Ufficio e non su un mero riscontro cartolare, non può avvenire tramite l'emissione di cartella di pagamento, avente ad oggetto il relativo importo, senza essere preceduta da un avviso di recupero di credito d'imposta o quanto meno da un avviso bonario. "La Corte di Cassazione ha chiarito che è legittimo il disconoscimento del credito di imposta operato a seguito di controllo automatizzato qualora esso abbia carattere cartolare e non implichi valutazioni, in quanto effettuato sulla base di un riscontro obiettivo dei dati formali della dichiarazione dei redditi (Cass. sez. 5, 16/11/2018, n. 29582, Rv. 651286-01)".

Leggi tutto...

Cartella di pagamento: nulla se gli interessi indicati non sono motivati (Sentenza del 25/06/2018 n. 2890 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia)

Nel caso in esame, una società aveva impugnato una cartella di pagamento originata dal recupero degli interessi maturati in un periodo di sospensione giudizialmente disposta -su istanza della stessa società- dalla CTP adita in via giudiziale per la controversia su un debito erariale principale. La società decideva di rateizzare il debito prima della pronuncia di sospensione ma l'amministrazione finanziaria decideva di riscuotere gli interessi maturati per il periodo intercorrente tra la ordinanza di sospensione e la data di revoca della sospensione medesima.

Leggi tutto...

Ingiunzione ex RD 639/10: nulla senza il visto di esecutività ( CTR Lecce del 16.07.2019, n. 2249)

Nell'ingiunzione ex RD 639/10, il funzionario appone il cosiddetto visto di "esecutorietà o esecutività"che altro non è che l'attestazione che il credito è certo, liquido ed esigibile e sottoscrive la singola ingiunzione ed il visto. Ove tale attestazione manchi non è neppure possibile emettere l'ingiunzione ex R.D. 639/10. La sentenza della CTR Lecce del 16.07.2019, n. 2249 ha annullato un'ingiunzione emessa ex RD 639/10 proprio perchè mancante del visto di esecutività.

Leggi tutto...