Irap: l’elevato ammontare dei ricavi non integra di per sé il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione (Corte di Cassazione – Ordinanza 06 dicembre 2018, n. 31619)

In tema di IRAP, l’elevato ammontare dei ricavi, dei compensi e delle spese, anche per beni strumentali, non integrano di per sé il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione“. Ad affermarlo la Suprema Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 06 dicembre 2018, n. 31619.

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Non è valida la notifica dell'accertamento a società cancellata (Sentenza del 22/10/2018 n. 1118 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto)

In materia di notificazione dell'atto impositivo alla società cancellata dal Registro delle Imprese e, dunque, estinta alla stregua del disposto dell'art. 2495 cod. civ. devono ritenersi valide le sole notificazioni agli ex soci, che succedono nei rapporti obbligatori del soggetto estinto e ne rispondono, senza ingiusto sacrificio dei diritti dei creditori sociali, nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione oppure illimitatamente, se già soci illimitatamente responsabili, nonché al già liquidatore ritenuto colpevole.

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Atto impoesattivo primario: inesistente la notifica per mezzo del servizio postale ( CTR per il Pimonte, sent. dell'11.06.2019, n. 757)

L'atto impoesattivo c.d. primario deve essere notificato in senso proprio, tramite un agente della notificazione che deve redigere e sottoscrivere la relativa relata, in considerazione della sua attitudine ad acquisire efficacia esecutiva. A sostenerlo la CTR per il Piemonte, sent. dell'11.06.2019 n. 757 che ha annullato un atto impoesattivo primario perchè era stato spedito al destinatario direttamente dall'Ufficio con plico raccomandato con avviso di ricevimento senza una formale notificazione tramite l'intermediazione dell'organo notificatorio. Tale avviso è stato annullato perchè considerato "inesistente".

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La prescrizione degli obblighi contributivi decorre dalla scadenza del saldo: non decorre dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ( Trib. Cassino, 23 maggio 2019, GOP Giuditta Di Cristinzi)

La dichiarazione dei redditi è una dichiarazione di scienza e non è presupposto del credito contributivo in quanto il fatto costitutivo resta la produzione di redditi rilevanti ai sensi di legge. Il termine prescrizionale per le contribuzioni di previdenza e assistenza sociale obbligatoria, pertanto, decorre dal giorno in cui i contributi devono essere corrisposti e quindi dal giorno in cui deve essere versato il saldo risultante dalla dichiarazione dei redditi dell'anno di riferimento.

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Prescrizione delle cartelle di pagamento: è escluso il termine decennale in mancanza di titolo giudiziale definitivo ( CTP Lecce sent. n. 1296/19 depos. il 19.07.2019)

In un ricorso avveso intimazione di pagamento un ricorrente da me rappresentato e difeso eccepiva, tra i vari motivi di doglianza, la prescrizione del credito sotteso ad alcune cartelle oggetto di intimazione impugnata. La CTP di Lecce con sent. n. 1296/19, dep. il 19.07.2019, accertando l'intervenuta prescrizione per alcune cartelle accoglieva tale doglianza annullando le pretese creditorie.

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Notifica pec: nulla se fatta ad indirizzo non risultante dal Reginde (Cassazione civile, Sez. VI, ordinanza 5 aprile 2019, n. 9562)

La notifica via pec fatta ad indirizzo diverso da quello risultante dal Registro Generale degli indirizzi elettronici (ReGindE) è nulla.

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Frodi Carosello: il Fisco ha l'onere di fornire la prova ( Sentenza del 02/04/2019 n. 1942 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio)

In tema di c.d. "frodi carosello", incombe sull'Amministrazione finanziaria l'onere di fornire la prova sia della interposizione fittizia nell'operazione commerciale posta in essere dal cessionario sia della connivenza nella frode da parte del cessionario.

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