Fisco e Riscossioni

Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per la cassazione della sentenza con cui la Commissione tributaria Regionale della Puglia confermava la sentenza di primo grado che aveva annullato una cartella di pagamento che conseguiva ad un accertamento di cui un contribuente contestava la regolarità della notifica avvenuta ai sensi dell’art. 140 c.p.c.

Gli Ermellini, con la sentenza dell’08.02.2022, n. 3878, respingevano il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate in quanto non veniva fornita prova del compimento di tutte le formalità necessarie per il perfezionamento della notifica effettuata ai sensi dell’art. 140 c.p.c.Continua a Leggere

Un contribuente impugnava dinnanzi la Commissione Tributaria Provinciale di Firenze una cartella di pagamento, emessa dall'Agenzia delle Entrate all'esito di controllo formale ex art. 36 ter DPR  29 settembre 1973, n. 600, con la quale l'Ufficio, relativamente all'anno d'imposta 2011, gli imputava  la maggiore IRPEF dovuta, oltre agli interessi ed alle relative sanzioni, a seguito del disconoscimento della detrazione delle spese sopportate per interventi di ristrutturazione edilizia finalizzati al risparmio energetico, di cui all' art. 1, commi 344 ss, l. 27 dicembre 2006, n. 296, della quale il contribuente si era avvalso nella dichiarazione dei redditi.Continua a Leggere

Gli eredi devono rispondere dei debiti in proporzione alle loro rispettive quote ereditarie. Si applicano, in materia di responsabilità per i debiti ereditari tributari, in assenza di norme speciali che vi deroghino, gli artt. 752 e 1295 c.c. secondo cui gli eredi rispondono dei debiti in proporzione delle loro rispettive quote ereditarie. Continua a Leggere

L'avviso di accertamento, scaturito dal PVC della Guardia di Finanza, deve essere notificato al contribuente dopo il  decorso del termine dei 60 giorni dal rilascio della copia del processo verbale di contestazione. Continua a Leggere

La corretta e rituale notifica della cartella esattoriale costituisce il presupposto indefettibile per la legittima adozione di qualsivoglia misura espropriativa e/o cautelare. Laddove, dunque, il concessionario della riscossione abbia omesso di rispettare l'iter notificatorio o, comunque,  non abbia garantito al contribuente l'effettiva conoscenza legale della stessa, la pretesa erariale dovrà considerarsi illegittima.Continua a Leggere