Notifica della cartella: onere della prova su Equitalia, anche oltre i 5 anni ( Cass. 8 aprile 2016, n. 6887)

Equitalia ha sempre l'onere di provare la notifica della cartella, tutte le volte in cui un contribuente sollevi l'eccezione di omessa notifica della stessa.
Secondo la legge gli agenti della Riscossione hanno l'obbligo di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella che certifica l’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento della raccomandata, per poterli esibirli su richiesta del contribuente o dell’amministrazione. Questa disposizione, nello stabilire che “l’esattore deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione” non enuclea un’ipotesi di esenzione, oltre il quinquennio, dall’onere della prova a vantaggio del concessionario, limitandosi a stabilire che quest’ultimo conservi la prova documentale della cartella notificata a soli fini di esibizione al contribuente o all’amministrazione.

Ciò non toglie che, per le esigenze connaturate al contenzioso giurisdizionale, trovino pieno e continuativo vigore – se necessario, anche oltre i cinque anni – le disposizioni generali sul riparto e sul soddisfacimento dell’onere probatorio; con la conseguenza che il concessionario sarà comunque tenuto, indipendentemente dal suddetto obbligo di conservazione nel quinquennio, a fornire in giudizio la prova della notificazione della cartella: una cosa essendo l’obbligo di conservazione a fini amministrativi, organizzativi ed ispettivi, e tutt’altra l’osservanza dell’art. 2697 c.c., non derogato dalla norma speciale. A stabilirlo la Suprema Corte di Cassazione, sent. dell'08.04.2016, n. 6887)